Libri, copertine e recensioni scritte da chi legge davvero

Se Leggo, Leggo si occupa di recensire libri. Pubblichiamo recensioni su ogni genere di libro da persone che li hanno letti davvero. Scriviamo il nostro parere, i nostri commenti e ovviamente le recensioni piu' obbiettive che possiamo.

Recensioni su romanzi rosa o di fantascienza, libri fantasy, di avventura o di qualsiasi altro genere che uno dei nostri collaboratori abbia letto nell'ultimo periodo. Se volete darci una mano cominciando a scrivere con noi, mandateci una mail e vi faremo sapere al piu' presto.

BUONA LETTURA!

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venerdì 29 ottobre 2010

Storia naturale dei giganti – Ermanno Cavazzoni – Romanzo Fantastico

Nessuno crede più nei giganti, al giorno d'oggi. Sono creature mitiche che si ritrovano nei racconti epici, nelle favole per bambini, o in qualche telefilm di serie B. Come gli gnomi, le fate, i nani, i giganti fanno parte di un universo magico e fiabesco, ma si sa veramente poco di loro. Ermanno Cavazzoni ha deciso di scriverci un libro sui giganti, per parlare di questa “razza” forse eccessivamente sottovalutata.

Dei giganti si parla brevemente perfino nella Bibbia, in effetti gli uomini dell'antichità credevano nell'esistenza di queste mitiche creature, giganteschi uomini dalle abitudini spesso al limite dell'animalesco e con una educazione approssimativa. Dei giganti si parla anche in moltissime opere letterarie, soprattuto nei così detti “Poemi Cavallereschi”, nei nostri Ariosto e Pulci ad esempio.

Ermanno Cavazzoni scrive una storia naturale dei giganti, prendendo come riferimento proprio le opere letterarie dove di loro si parla, descrivendo l'evoluzione e la decadenza di questa specie, dovuta soprattutto alla loro incapacità ed ignoranza in ambito sessuale. Dai giganti più rudi a quelli più istruiti, che viaggiavano insieme ai cavalieri, si fa una rassegna di queste insolite creature, così minacciose e imponenti eppur così comiche; se ne studia il linguaggio, l'alimentazione, la società e, appunto, l'accoppiamento.

Alla storia dei giganti si intreccia la storia del narratore(alter- ego dell'autore del libro), che deve affrontare la vita da scrittore e studioso, una insolita tresca amorosa e un incontro con uno strano gruppo di uomini, che ha come obbiettivo politico il far sbarcare sul nostro pianeta gli extraterrestri; perchè gli uomini hanno sempre guardato il cielo alla ricerca dei marziani, forse proprio sperando che fossero loro a ristabilire una giustizia universale ormai smarrita.

Un romanzo insolito, originale e pieno di ironia riesce nel suo compito di far ridere ma anche di appassionare il lettore, che finisce per affezionarsi al narratore come ai giganti, entrambi specie in via di estinzione, non più adatti al mondo in cui si trovano. Dalla passione per i poemi epici di un grande scrittore italiano nasce una storia che non si prende mai sul serio, di una leggerezza e di una bellezza come non se ne vedono più, nella letteratura di oggi.

Scritto da: Andrea Gaetani

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martedì 26 ottobre 2010

Il Gabbiano Jonathan Livingston - Richard Bach – Romanzo Breve

In questo libro così piccolo nelle dimensioni è racchiusa una delle storie più conosciute della letteratura: la storia del gabbiano Jonathan Livingston. Jonathan è un gabbiano_livingstone gabbiano a cui piace volare, adora questa capacità di volare che gli è stata donata e decide di svilupparla al meglio. Nei suoi voli lunghi e pieni di difficoltà, Jonathan si allontana spesso dal suo stormo: i gabbiani non sono uccelli esperti nel volo, sono uccelli di mare, cercano semplicemente di sopravvivere.

Jonathan viene scacciato via dal suo stormo, la sua voglia di libertà non coincide con le idee dei suoi compagni; così finirà per vagare da solo per mare, completamente libero. Per anni si eserciterà nel volo e la sua passione lo porterà a raggiungere, dopo la sua morte, uno stadio successivo, arrivando infine nel “Paradiso dei Gabbiani”.

I gabbiani del paradiso non sono come gli altri gabbiani che aveva conosciuto, sono diversi, sorprendentemente candidi e capaci di prodezze nel volo che Jonathan non aveva mai visto prima. Il suo maestro ed amico Sullivan gli spiegherà che quello non era che un altro stadio dell'esistenza e che la perfezione che Jonathan sperava di raggiungere l'avrebbe conquistata continuando a perfezionarsi, salendo di piano in piano.

In questa favola scritta da Richard Bach, la voglia di libertà e la determinazione di un gabbiano diventano simbolo di un individualismo necessario ad ogni uomo per essere sé stesso e per sentirsi veramente libero. Con la semplicità di un racconto per ragazzi questo libro riesce a toccare chiunque lo legga con le sue parole, così semplici eppure così toccanti. Anche un adulto, un qualsiasi adulto, sarà colpito dalla lettura di questo libricino diventato un “cult” della letteratura contemporanea.

“Il gabbiano Jonathan Livingston” è un libro che si rilegge volentieri nel corso della propria vita, un libro che diventa quasi necessario in alcuni momenti, per ricordare quanto sia difficile eppur gratificante la sensazione di sentirsi liberi, per ricordare che “Ciascuno di noi è, in verità, un immagine del grande gabbiano, un'infinita idea di libertà, senza limiti”.

Scritto da: Andrea Gaetani

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Maus – Art Spiegelman - Graphic Novel

Maus – Art Spiegelman – Graphic Novel

Maus è un'opera ideata, scritta e illustrata da Art Spiegelman, un fumettista e illustratore americano con origini ebree. Non è un romanzo, è bensì una graphic novel, chiamarlo “fumetto” sarebbe riduttivo. Maus è infatti il libro che ha sdoganato la maus_spiegelmancosiddetta “settima arte”, cioè il fumetto, facendolo diventare a tutti gli effetti un vero e proprio genere letterario.

La storia si svolge tutta intorno al rapporto fra Artie(l'alter-ego di Spiegelman) e il padre Vladek: Artie cercherà di ricucire il rapporto col suo anziano padre facendosi raccontare le vicende che egli aveva vissuto durante gli anni del secondo conflitto mondiale, quando venne deportato ad Auschwitz.

La straordinaria storia di un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento diventa illustrata, un fumetto che si presenta come un vero e proprio romanzo, che riesce a creare un suo linguaggio e una sua simbologia del tutto particolare. Spiegelman decide allegoricamente di rappresentare nella sua opera gli ebrei come dei topi, i tedeschi come gatti, i polacchi come maiali. Questa scelta fa della storia una sorta di “favola” nella quale Artie si sforza per ricreare fedelmente attraverso i suoi disegni la terribile esperienza di suo padre e di tutti gli ebrei perseguitati dai nazisti, cercando anche di esorcizzare quello che è il senso di colpa comune alle generazioni successive all'olocausto, una colpa che nasce dal non aver vissuto quelle sofferenze sulla propria pelle, una sorta di eterna gratitudine dovuta alla generazione precedente, una gratitudine che pesa come un macigno.

Artie è Art Spiegelman, in tutto e per tutto, la storia si divide tra le scene della vita di Vladek da giovane e le vicende che Artie vive nel presente con Vladek da anziano, le difficoltà nate fra di loro e la distanza e la freddezza che è sempre stata parte del loro rapporto padre/figlio.

Leggendo Maus si legge un'opera quasi irripetibile, originalissima, un qualcosa di veramente innovativo; non avete mai letto qualcosa del genere. La potenza evocata dalle illustrazioni essenziali in bianco e nero di Spiegelman è prorompente e riesce a coinvolgere il lettore già dopo poche pagine. Come scrisse Umberto Eco a proposito di Maus: “...è una storia stupenda. Ti prende e non ti lascia più”.

Scritto da: Andrea Gaetani

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mercoledì 20 ottobre 2010

Siddharta – Herman Hesse - Romanzo

Siddharta – Herman Hesse

La storia di una vita, la vita di un ragazzo indiano, di un ragazzo che sente dentro di sé quel moto interiore che non ha nome, che apparentemente non ha ragioni, ma che si realizza soltanto nella voglia di cercare, cercare un senso, trovare un posto per sé stessi, capire chi si è veramente: questo è Siddharta.

Siddharta è “uno che cerca”, e la sua ricerca si evolve nei modi più inaspettati, in un susseguirsi di rivelazioni, di decisioni difficili, di strade da percorrere. Partendo dalla sua casa natìa, Siddharta si avventura alla scoperta del mondo e di se stesso, diventando un'asceta, seguendo poi le orme dell'illuminato Buddha Gotama, arrivando a vivere in una grande città, scoprendo infine i segreti che un fiume serbava per lui.

E' un romanzo breve, scritto in modo aureo e sensuale, capace di trasportare il lettore grazie alle sue parole così leggiadre eppure così cariche di significato. Il narratore segue le avventure di Siddharta, ne interpreta le riflessioni e ne riporta le massime; la vita del giovane diventa quella di un uomo, che è riuscito a vivere sulla propria pelle la stessa ricerca che metteva in atto, capendo in fondo che nella ricerca di un senso alla vita è nella ricerca stessa che si nasconde il senso.

Alla fine della sua ricerca, grazie agli insegnamenti di Vasudeva, Siddharta scoprirà l'importanza della semplicità dell'esistenza e i suoi segreti più profondi.

Questo libro è stato un monito per tante generazioni di giovani, che hanno trovato nelle parole di Hesse un insegnamento sulla vita, ma anche uno specchio delle proprie inquietudini. E' un libro che induce alla riflessione, induce all'autoanalisi, che magari porterà qualcuno a fare “il punto” sulla propria esistenza, e questo non può essere che una cosa positiva, in periodi come questi dove per la riflessione c'è sempre troppo poco spazio.

Ma la ricerca resta il tema fondamentale del libro e Hesse descrive benissimo quale sia per Siddharta l'idea del “cercare” in un passo del suo racconto:

- "Quando qualcuno cerca," rispose Siddharta, "allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla, in sé, perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è posseduto dal suo scopo. Cercare significa: avere uno scopo. Ma trovare significa: esser libero, restare aperto, non aver scopo. -

Scritto da: Andrea Gaetani

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lunedì 18 ottobre 2010

Pulp – Charles Bukowski - Romanzo

Pulp – Charles Bukowski – Romanzo

“Figlio di puttana, l'uomo è nato per conquistare a fatica ogni centimetro di terreno. Nato per lottare, nato per morire. “

Questo è un libro di Charles Bukowski, non è un libro qualunque, non è come i libri che siete abituati a leggere di solito.

E' un breve romanzo, per le dimensioni potrebbe anche essere catalogato come “short story”: è la storia di un detective di Los Angeles, Nick Belane, “il più dritto detective di Los Angeles”, per essere precisi. Belane ha tre matrimoni alle spalle, un problema serio con l'alcol e un carattere non proprio stupendo. Si trova per le mani uno strano caso: una signora, chiamata “signora Morte”, lo incaricherà di cercare il vecchio scrittore francese Céline.

Una serie di eventi surreali si susseguiranno nella vita di Belane, stravolgendola, una vita piena di rimpianti e di autocommiserazione, mettendo il vecchio detective in situazioni pericolose al limite dell'assurdo.

Bukowski ci mette molto di sé stesso nel protagonista, perdendosi nel corso della narrazione in sproloqui, monologhi e riflessioni sulla morte, sulla condizione umana, sul sesso, sempre attraverso la sua visione cinica del mondo, cinica e terribilmente brutale.

La scrittura spazia dal sublime al linguaggio da strada, insulti e parole “sporche” non si risparmiano, ma è lo stile dell'autore, il suo linguaggio è così sporco perchè così radicato alla vita comune, alla vita da operaio, alla dura vita di chi ogni giorno combatte per sopravvivere, ma non ha ben chiaro il motivo della sua lotta.

La storia ha un'impronta noir tipica dei polizieschi anni '40, ma non si tratta di un giallo, sarebbe riduttivo definirlo così: in questo più che in altri libri di Bukowski si può carpire la filosofia dell'autore, una sorta di “testamento spirituale”, pieno di frasi rivelatrici che puzzano di alcol, di disperazione, ma che non mancano d'ironia.

E' un libro che divide, sicuramente il linguaggio crudo potrebbe fermare molti lettori, convinti di leggere magari i deliri di un vecchio pazzo (e in effetti è così, in parte). Ma credo sia uno dei libri più originali e avvincenti che io abbia mai letto, una storia surreale ma che fa riflettere, divertente e allo stesso tempo così profondamente triste, che gocciola vita vissuta come solo le grandi storie possono fare, insomma,un capolavoro.

Scritto da: Andrea Gaetani

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